Incontro

Luglio 2, 2009 - Leave a Response

Si incontrarono nel consueto vecchio posto, quello che due mesi prima era il loro punto d’incontro abituale, dove almeno 2 sere alla settimana si venivano incontro e si abbracciavano, si baciavano, e poi si prendevano per mano decidendo dove passare la serata.

Lui arrivava sempre minimo 5 minuti in anticipo, alle volte persino 15 e in un paio di occasioni anche mezz’ora; non aveva una vera ragione per farlo, si giustificava a se stesso dicendosi che probabilmente non vedeva l’ora di vedere Lei e sperava di accelerare il tempo arrivando prima. Oppure il motivo risiedeva nel fatto che durante l’attesa le sue emozioni diventavano via via sempre più forti, così che quando La riconosceva da lontano era effettivamente pronto e tutte le emozioni che erano lievitate dentro di lui potevano liberarsi più forti che mai.

Anche quella volta arrivò 15 minuti in anticipo. Ma questa volta il motivo era diverso. Forse sperava che nell’attesa le sue emozioni si placassero e che riuscisse a rendersi conto di quello che stava facendo, che riuscisse a riacquistare la sua lucidità e l’oggettività che spesso dichiarava di avere.

Erano ormai due mesi che non si guardavano in faccia; se i loro sguardi si incrociavano gli occhi di entrambi si abbassavano dopo appena qualche istante. Erano due mesi che le uniche parole che si scambiavano erano brevi e appena accennati saluti quando si incontravano accidentalmente.

Solo una volta avevano scambiato qualche parola in più.

Durante i 15 minuti di pausa che separavano una lezione da un’altra quasi tutti coglievano l’occasione per uscire e per respirare un po’ d’aria fresca. Lui invece restava quasi sempre al suo posto, tirava fuori un libro e si isolava un po’ dal mondo, rilassandosi e immergendosi in qualche avventura fantastica; non usciva fuori come gli altri perché sapeva che quella all’esterno non era aria fresca e rigenerante dal momento che chi usciva iniziava a fumare, ma anche perché se sarebbe uscito avrebbe sicuramente incrociato Lei.
Quella volta Lei, però, non uscì e andò a sedersi di fianco a Lui che con la coda dell’occhio aveva seguito i suoi movimenti.

«Ciao…» Lei tentò subito di rompere il ghiaccio, sorridendo con un velo di amarezza nel volto.
«Ciao» Lui rispose subito in modo secco, quasi sovrapponendosi al suo saluto, evidentemente a disagio; girò il libro che aveva davanti sottospora,aperto, in modo da mantenere il segno di dove era arrivato e si agitò sulla sedia, come per trovare la posizione giusta per affrontare la situazione che gli si presentava davanti e alla quale non sapeva se era preparato o no.
«Come va?» Lei continuò con le domande di rito, sperando forse che tutto potesse tornare alla normalità semplicemente parlando del più e del meno.
Lui non sentì quell’ultima domanda e fece mente locale su tutto quello che aveva pensato nell’ultimo periodo, richiamò alla memoria tutti i colloqui immaginari che si era fatto preparandosi a un momento come quello.
«Senti, ti chiedo scusa…Io credevo veramente a quello che avevo detto quella sera, sul rimanere amici e mantenere un rapporto di amicizia. Ma non ci riesco…mi dispiace. Non ho nulla contro di te, sia chiaro! Non sono arrabbiato, non me la sono presa…solo…sono bloccato, e dipende solo da me, tu non hai colpe…» il viso lasciava trasparire il suo dispiacere e la sua rassegnazione, un senso di inevitabilità che colpì anche Lei, in quel momento.

Lui aveva buttato fuori di colpo tutto quello che aveva pensato in quell’ultimo periodo, senza introdurre l’argomento, senza attendere che la conversazione convergesse in quel punto, perché era evidente che Lei era venuta lì per parlare di quello. Lui butto fuori i suoi pensieri, che comunque erano ancora confusi, e lo divennero ancora di più nel momento in cui furono trasformati in parole. Ma il senso di quello che voleva dire era evidente. Lei cercò di parlare a sua volta, forse anche lei si era preparata una specie di discorso e molto probabilmente lo aveva preparato meglio di lui, ma forse la situazione in quell’istante non  corrispondeva a come se l’era immaginato e si fece sopraffare da quel senso di irrimediabilità che scaturiva dalle parole di Lui, dimenticando il suo discorso.
«Ah, ok…no perché quando ho visto che facevamo fatica persino a salutarci…si insomma…mi sono bloccata anch’io, e…poi non ho voluto nemmeno forzare la cosa, quindi ho lasciato perdere…»

Mentre parlava gesticolava molto e guardava davanti a se, Lui invece seguiva i movimenti delle sue mani…quelle mani che aveva stretto, che aveva accarezzato, che conosceva meglio delle sue, di cui aveva nostalgia, soprattutto di quell’osso nel polso che sporgeva in modo innaturale, ma che lo affascinava in modo unico e con cui si divertiva a giocherellare nonostante l’imbarazzo di Lei.

Le parole si persero, Lui ripeté che gli dispiaceva, si scusò ancora, e non era rimasto altro da dire, così si salutarono e Lei si alzò per tornare al suo posto.
Lui riprese il libro, lo girò, e cercò la riga alla quale era arrivato. Ma non riuscì a continuare a leggere, quello che vedevano gli occhi non arrivava alla testa, affollata da molti altri pensieri.

Riconobbe la sua figura che usciva da dietro l’angolo, una scena a cui aveva assistito fin troppe volte…e che non avrebbe più rivisto.

Le andò incontro, come sempre, ma questa volta non l’avrebbe abbracciata, non le avrebbe preso le mani. Si fermarono a un metro di distanza.

«Ciao» Fece Lui, con il suo viso predefinito, sorridente e spensierato.

«Ciao» Fece Lei, con il sorriso sulle labbra e gli occhi nascosti dai suoi soliti RayBan.

Mentre decidevano dove andare a farsi il classico aperitivo, Lei si tolse gli occhiali da sole e si mise quelli da vista. A Lui tornò in mente quando Lei gli aveva spiegato che aveva gli occhi particolarmente sensibili alla luce, ed era per quello che quando era all’aperto indossava gli occhiali da sole anche se non c’era una luce molto forte; ci teneva a fargli capire che non li teneva per essere “alla moda”, ma che c’era un motivo reale. Lui sorrise a quei ricordi.

Si sedettero ad un tavolino, in piazza, e dopo un momento di esitazione cominciarono a spiegarsi che cosa era accaduto fra loro dopo che si erano lasciati; il colloquio era tranquillo, sereno, entrambi volevano chiarire e far capire all’altro che non c’era risentimento. Una volta chiarito il tutto iniziarono a raccontarsi che cosa avevano fatto in quegli ultimi due mesi, cosa era accaduto, come erano continuate le loro vite che per un po’ di tempo erano state unite e che poi di colpo erano diventate estranee l’una dall’altra.

Le parole fluivano spensierate e in pochi minuti la distanza fra i due era diminuita in modo sensibile, pur non essendosi eliminata completamente. Ma ora stavano bene, entrambi si erano tolti un grande peso ed avevano dimostrato a se stessi che era possibile rimanere in buoni rapporti, nonostante tutto. Lei aveva ordinato uno Spritz, lui una birra media.

Era stato lui a chiedere a Lei di parlare, in fin dei conti era stato lui ad essere lasciato e stava a lui la decisione di cercare di chiarire e di tornare, per quanto possibile, amici o se lasciare perdere e continuare per la sua strada lasciando che le loro vite si separassero per sempre.

Aveva già scelto la seconda ipotesi, era deciso a portare pazienza ancora pochi giorni, e poi non l’avrebbe più rivista. Ma invece di colpo aveva cambiato idea, non sapeva il motivo, ma qualcosa era scattato in lui.

Lei bevve il suo Spritz in un paio di sorsi, tanto che Lui restò di sasso; di solito era lui a bere ogni cosa in tempi da record lasciando tutti senza parole, le birre medie le beveva in due-tre sorsi e le finiva prima di quelli che ordinavano una birra piccola. Questa volta beveva a piccoli sorsi.

Infine si alzarono e tornarono al loro consueto punto d’incontro. Finirono di chiacchierare.

«Tu dove hai la bici?» «Io devo andare per di là» «Ah, io invece ce l’ho di là».

Un momento di silenzio, poi entrambi si salutarono e quasi all’unisono si dissero «Grazie!», poi si separarono e ognuno vide negli occhi dell’altro che ora fra loro c’era pace, che adesso era veramente tutto finito. Si voltarono e si incamminarono verso le bici sapendo che non si sarebbero forse più rivisti.

Quel giorno le strade del centro erano affollate di persone, turisti, abitanti del posto, ma la maggior parte erano ragazzi, tutti in centro per festeggiare la fine della scuola. Il sole brillava, ma non era eccessivamente caldo.

Lui si guardò attorno, poi alzò lo sguardo verso il cielo sospirando, gli occhi lucidi.

Sorrideva.

Il Bel Periodo

Dicembre 12, 2008 - Leave a Response

Nella vita i momenti belli si alternano a quelli brutti con la stessa facilità con cui si modificano le facce del cubo di Rubik, sperando, alla fine, di ottenere un equilibrio e raggiungere la “stabilità”.

Purtroppo non è così, il cubo di Rubik di cui stiamo parlando ha più di 6 colori, e non si può risolvere. Siamo condannati a continuare questo gioco in eterno, finchè avremo la forza di farlo.

 

Sono sempre più convinto di questa frase: “Il vero amico si vede nel momento del bisogno”; io da parte mia ho sempre cercato di essere disponibile con i miei amici soprattutto nel momento del bisogno, e molti miei amici hanno fatto lo stesso con me, ma non avevo mai avuto un periodo così malinconico come questo. Anzi, più che altro questa volta ci sono dei motivi concreti per essere un po’ tristi e per non avere voglia di fare festa, mentre molte altre volte la malinconia era dovuta a delle mie pseudodepressioni mentali causate da nulla in particolare. Proprio questa volta avrei avuto bisogno più di ogni altra cosa dei miei amici, e credevo che quelli che per me contano davvero mi sarebbero rimasti vicini e sarebbero stati “comprensivi”. I miei Amici (con la A maiuscola e in grassetto) sono pochi, ma a loro posso affidare la mia vita senza alcun dubbio. O almeno così pensavo… I miei Amici adesso sono meno di prima. Come ho già detto non avevo mai avuto un momento così malinconico, e uno degli amici su cui contavo mi ha voltato le spalle perchè in pratica non avevo delle “belle serate”; ovvero, avendo detto stop all’alcol (non che fossi un alcolista, ma è naturale che qualche birretta durante una serata venga bevuto) ora passo le serate a bere succhi di frutta o coche-cole, ed è chiaro che le serate diventano più serie e assumono una piega più colloquiale e di discussioni costruttive (cosa che evidentemente questa mia ex-amica non apprezzava) . Un brutto colpo, certo, che è avvenuto nel momento meno indicato. Ma bisogna andare avanti e scrollarsi di dosso le cose inutili, perchè è meglio viaggiare leggeri se si ha intenzione di andare lontano!

Quindi la riflessione che ho fatto in questi giorni è che gli Amici che mi restano non li devo trascurare, perchè sono un bene tutt’altro che scontato. Conosco gente che non è fortunata quanto me e i miei Amici, e la  stabilità mentale di questi è appesa ad un filo. e non sto scherzando. e alla mia età non è di certo un fattore positivo.

A parte questo “periodo negativo” sono molto sereno. Ho riaquistato fiducia in me stesso durante l’estate e adesso sono all’università (nonostante che alla fine degli esami dicessi che sarei andato a lavorare); i miei ex-compagni di classe sono tutt’altro che persi, e dopo esserci visti un sacco durante l’estate adesso abbiamo in programma l’ultimo dell’anno assieme.

Il cubo di Rubik gira e continua a cambiare, l’importante e non arrendersi a fare in modo che ogni faccia abbia solo quadrati dello stesso colore, anche se le facce sono 6 e i colori 8.

e dopo gli esami? ||pausa||

Giugno 24, 2008 - Leave a Response

gli esami sono ormai finiti, manca solo l’orale e mi bastano 14 punti per il 60….ormai è andata….e pensare che a metà anno, dopo aver visto la pagella del primo quadrimestre in cui avevo 5 materie sotto, ero quasi rassegnato a dover ripetere la quinta…

Poi qualcosa è cambiato, una persona è entrata nella mia vita e mi ha dato la forza di mettermi a studiare. Quindi a fine anno mi sono ritrovato con una sola materia sotto e grazie a delle prove tutto sommato buone adesso ce l’ho ormai fatta (parlo piano, perchè non si sa mai^^).

Però quella persona che mi ha migliorato (sia nello studio che nella vita) adesso non è più al mio fianco, e finora il mio subconscio non è riuscito a madare giù questa cosa…e come se la mia mente avesse “bloccato” i pensieri che mi avrebbero potuto distrarre dagli esami e avesse lasciato tutto sospeso provocando una specie di isolamento mentale.  isolamento che sta piano piano scomparendo e tutte le realtà che ho lasciato in sospeso stanno incominciando a riaffiarorare.

Durante l’anno ho detto in più di un’occasione “ci penserò dopo gli esami” e questo mi fa trovare ora con una lista di cose da fare pazzesca…e comunque sono tutte cose piacevoli! Una delle cose che voglio fare è prendermi un po’ di tempo da solo, in montagna, tendina e zaino, per pensare, per prendermi ua pausa in cui digerire tutti i pensieri che ho lasciato in sospeso. E’ come riempire una stanza di oggetti rotti dicendo: <<quando avrò tempo li aggiusterò>> e dopo un bel po’ di tempo che gli oggetti si accumulano sei obbligato a metterti di buona volontà ad aggiustarli, perchè se si dovesse rompere un altro oggetto non ci sarebbe spazio!

…e soprattutto perchè di quegli oggetti ne hai bisogno per andare avanti…

un altro dei pensieri che mi sto portando avanti da un po’ e che comunque non ho affrontato “frontalmente” è che molto probabilmente non rivedrò più molti di quelli che erano miei compagni di classe…l’anno prossimo saremo tutti sparpagliati in città diverse per via dell’università…io forse, invece, non mi muoverò dal mio paese…

certo, con quelli più importanti, con cui ho legato in modo particolare, ora diciamo: <<ma dai, noi resteremo in contatto, non ci perderemo tanto facilmente!>> invece io credo, guardando le cose in modo realista, che entro la fine di quest’estate ci saremo persi tutti…perchè è vero, il nostro rapporto è diventato molto forte, ma la vita di una persona si intreccia con le vite degli altri e se per un certo tempo hai fatto della strada assieme ad una persona prima o poi è probabile che queste strade si dividano e si trovi un nuovo compagno di viaggio… probabilmente si, si resterà in contatto, ma in modo molto approssimativo.

Mi mancheranno un casino….

Per ora mi gusto i momenti che passeremo assieme…fra una settimana andremo al mare assieme in campeggio e quella potrebbe essere l’ultima nostra festa…e se non lo sarà, tanto meglio, ma io la vivrò come fosse l’ultima!!

e poi ho ancora in testa la concezione che <<tanto finite le vacanze ci rivedremo ancora ogni giorno…>> perchè devo ancora realizzare che questo (spero) è l’ultimo anno e dopo 5 anni che vedo ogni giorno i miei compagni, non mi sembra vero che alcuni potrei non rivederli più…

e vabè…in questo post sono andato un po’ sul personale…ma chissenefrega…evidentemente avevo bisogno di sfogarmi^^

Il futuro, c’è speranza?

Giugno 16, 2008 - 4 Responses

Il tema sembra sempre lo stesso, ma questa volta l’approccio è diverso.

Mi trovo qui, davanti allo schermo, a leggere su Google News un sacco di notizie che mi fanno vomitare: Biocarburanti che causano l’innalzamento dei prezzi degli alimenti e che provocano quindi ulteriori situazioni di denutrizione nel sud del mondo e che provocano danni ambientali considerevoli; immondizie a cielo aperto per le strade del nostro Paese; crisi economica che sta facendo capolino e che probabilmente influenzerà tutto il mondo (occidentale e non); Guerre civili che vengono praticamente nascoste e zittite (perchè è più facile ignorare un problema piuttosto che cercare di risolverlo) ; Governi che investono milioni per costruire cose inutili lasciando perdere i veri problemi, e anzi, creandone di nuovi (le centrali nucleari bisogna costruirle quando tutti gli altri paesi del mondo cercano di togliere?vedi anche qui); Gente che tratta un presidente del consiglio come se fosse un dio (fossero stati satanisti avrei capito)…

Tutto quello che accade nel mondo è sbagliato, è possibile che nessuno se ne renda conto? è possibile che le persone “potenti” non riescano a fare nulla?FATE QUALCOSA!!!!

e invece nulla, sempre peggio…i potenti pensano solo ai loro interessi e li spacciano per interessi comuni, e quel che è peggio è che la gente ci crede! come un gregge di pecore l’umanità si sta facendo guidare da dei pastori che vogliono solo tosarle, e quando va peggio vogliono anche cenare con carne d’agnello.

IO, come chiunque altro, mi sento impotente. Da solo non sono nessuno, non ho alcun potere, non posso fare nulla. E allora? cosa devo fare? mi devo rassegnare e dire: Vabè andrea, tanto lo sai, è una vita che lo sai, che il mondo sta andando a rotoli e non puoi farci niente, lascia stare, vivi e lascia vivere!
Ma così la mia vita non ha più alcun significato…non facendo nulla per migliorare il mondo in cui vivo non potrò lasciare niente di me stesso al “futuro”!!

circa una settimana fa sono andato all’incontro con Alex Zanotelli, ed ha toccato, fra i vari argomenti, proprio questo della speranza e del futuro.

Ha detto che è vero, per noi giovani è difficile vedere una speranza nel futuro, e soprattutto non ha più senso sperare che i problemi vengano risolti dall’alto, dal governo, dai “potenti”.
L’unico modo per cambiare le cose è mettersi a lavorare del basso, noi, come semplici cittadini, dobbiamo muoverci! unirci e combattere per quello in cui crediamo.
Non è per nulla facile, richiede parecchio impegno, e porta via molto tempo, ma si tratta di prendere in mano la propria vita e metterla a servizio dell’umanità, sapendo che comunque i risutati non è detto che vengano fuori.

Dunque se IO, non come singolo ma come parte di una comunità, posso cambiare il mondo, un briciolo di speranza c’è, dipende solo da me stesso!

Il proprio mondo

Marzo 27, 2008 - Leave a Response

molto spesso mi capita di accorgermi che non so dove vivo…voglio dire: geograficamente parlando me ne rendo conto di dove sono, in che stato, in che regione, in che provincia, in quale paese….ma più provo ad andare nel particolare più mi rendo conto di quanto è grande e vasto il posto in cui viviamo, e vedo allora che sono in Europa, sulla Terra, nel sistema solare, nella via lattea…nell’universo!

La propria esistenza si riduce così a qualcosa di microscopico, sia per le dimensioni sia per il tempo che essa dura; e l’intero periodo di esistenza umana è una nullità in confronto alla durata di esistenza dell’universo. E allora quando guardo la tv e vedo 2 politici che si scambiano frecciatine e duellano per guadagnare voti alle prossime elezioni, e questo fatto sembra il più importante che sta accadendo nel mondo, non posso fare altro che chiedermi: “a che scopo??”

ma il problema è che questa visione diventa pessimistica al massimo, perchè qualsiasi cosa si guardi se ne vede la fine…ogni persona che attraversa la propria strada si sa che è destinata a morire (come tutti, d’altra parte), ogni edificio moderno che viene costruito, ed ogni simbolo del progresso è destinato a diventare un reperto archeologico per una società futura, ogni rapporto umano di amicizia o di amore è destinato a logorarsi o a finire nel momento in cui uno dei 2 muore.

cavolo, qua sto lievemente esagerando, (lievemente??) però sono convinto che attraverso l’esame delle esagerazioni si possano capire anche le posizioni moderate…

e allora? è giusto fregarsene del futuro, quando TUTTI sanno che prima o poi tutto sarà distrutto? tutto l’universo si contrarrà e darà origine a un nuovo Big-Bang, e ad un nuovo universo…quasi come il diluvio universale, solo che Noè non si potrà costruire una navicella spaziale che può viaggiare anche fuori dall’universo per poi tornare quando l’universo sarà ricreato…

L’unica cosa che viene da pensare è che siccome TUTTO sarà distrutto, tanto vale sfruttare i nostri giorni fregarsene altamente del futuro, fare una vita egoistica e usare tutte le risorse che abbiamo subito. TUTTO e SUBITO!!

come dei parassiti, o come dei virus, l’umanità sta succhiando la vita dalla propria terra, e una volta che il terreno in cui si trova sarà sterile, non esiterà a cercare un nuovo pianeta da sfruttare, e così via.

Ma no!! ci deve essere qualcosa…che ci possa distinguere dai Parassiti…insomma…in fondo l’uomo…ha un cervello!!! più evoluto rispetto ai parassiti!! e dai, i virus nemmeno ce l’hanno un cervello…

E allora la speranza è quella che l’uomo, grazie a quell’elemento che lo distingue da tutti gli altri esseri viventi, possa cambiare il proprio destino e garantire un futuro all’umanità, magari anche solo di pochi milioni di anni, però quello che sembra così piccolo se visto su vasta scala, è sicuramente immenso visto in un contesto “umano”.

molto spesso mi capita di accorgermi che non so dove vivo…voglio dire: mi rendo conto che vivo sulla terra, nel sistema solare, nella via lattea…nell’universo!…ma più provo ad andare nel generale mi rendo conto di quanto è piccolo il posto in cui viviamo, e vedo allora che riconosco il mio continente, il mio stato, la mia regione, la mia provincia, il mio paese…la mia casa!!

La propria esistenza diviene così “alla propria portata”, e la sua durata è per noi eterna, ed è il TUTTO; e l’intero periodo di esistenza umana è una cosa immensa rispetto alla vita di un solo uomo.

che sto facendo?

Marzo 26, 2008 - 2 Responses

questa è la domanda che mi sono posto quando ho creato questo Blog.

Non è una domanda polemica, non è per dire che sono uno stupido, che sto facendo qualcosa in cui non credo, insomma, non è autoironia.

La domanda è proprio sincera.

Il fatto è che probabilmente ne sento l’esigenza, il mio inconscio mi ha portato a creare questo blog, perciò vuol dire che le motivazioni ci sono…la difficoltà sta nel trovarle.

Io ho sempre condannato l’uso dei Blog come dei semplici Diari, perchè un diario di solito è qualcosa di personale, e il fatto di farlo vedere a tutti lo rende semplicemente “falso”, secondo me. Invece l’ho usato più volte per raggruppare una comunità già esistente al di fuori di internet, che grazie allo strumento del Blog poteva confrontarsi e comunicare anche al di fuori degli incontri usuali.

Però questa volta è diverso.

Non so ancora che obiettivo deve avere questo blog, anzi: se questo Blog deve averlo un obiettivo, uno scopo…non so nemmeno il motivo per cui l’ho creato, però sento che ci vorrei scrivere delle …riflessioni, chiamiamole così…e mi piacerebbe ricevere dei commenti su quello che scriverò, sapere se chi legge i miei pensieri è d’accordo con me, se invece è contrario…sono pronto a ricevere anche delle critiche cattive, l’importante è che siano costruttive…mi piacerebbe dare vita a dei confronti, a delle chiacchierate; conoscere non tanto gente nuova, bensì pensieri nuovi.

come fare? non ne ho certo idea…